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Autore: admin

Visure catastali e planimetrie

Come leggere la visura catastale

Nella visura catastale sono riportati gli identificativi catastali dell’immobile ovvero foglio, particella, subalterno, vani e superficie, rendita catastale, categoria, classe, indirizzo, codice del comune e i dati anagrafici degli intestatari.

La visura catastale storica riporta tutti i passaggi di proprietà dall’impianto meccanografico del 30/06/1987 e tutte le variazioni che hanno riguardato l’immobile da tale data, ad esempio variazioni planimetriche, rettifiche di classamento, costituzione etc.

La visura catastale consente di acquisire i dati identificativi degli immobili (terreni e fabbricati), la rendita catastale o il reddito domenicale per i terreni necessari ad esempio per il pagamento delle tasse e di verificare la proprietà dell’immobile (ricordiamo che non è probatorio della proprietà e alcune volte i dati presenti potrebbero essere non aggiornati o riportare degli errori). Si vedano a tal proposito le pratiche catastali.

Come richiedere la visura catastale online

La visura catastale può essere richiesta fornendo alternativamente uno dei seguenti dati:

  • Per immobile: la visura catastale online viene richiesta fornendo gli identificativi catastali dell’immobile (foglio, particella e subalterno) o per indirizzo per il catasto fabbricati (indirizzo, numero civico, piano e interno).
  • Per Soggetto intestato: la visura catastale online viene richiesta tramite i dati anagrafici del soggetto interessato: cognome, nome, sesso, data di nascita, codice fiscale se persona fisica, denominazione, sede legale e partita iva se persona giuridica.

La Visura Catastale è un documento rilasciato dalla banca dati dell’Agenzia del Territorio del Comune in cui è sito l’immobile.

Planimetria catastale rasterizzata – Che cos’ è?

La planimetria catastale è il disegno tecnico, di norma in scala 1:200 o 1:100, a seconda della grandezza dell’immobile, di un’unità immobiliare registrata in Catasto, da cui è possibile desumere contorni, suddivisione e destinazione dei locali interni, dati metrici e altre informazioni.

La planimetria può essere richiesta dai titolari di diritti reali, risultanti in catasto.

A cosa serve la planimetria catastale?

La planimetria catastale rasterizzata è necessaria in caso di: richiesta di un mutuo, compravendita o locazione di un immobile, donazione o successione. La planimetria deve essere obbligatoriamente allegata agli atti di compravendita e donazione. È infatti necessario verificare per legge che la planimetria catastale in atti sia conforme allo stato di fatto dell’immobile, se così non fosse ogni atto immobiliare che ne deriverebbe sarebbe da considerarsi nullo.

Come richiedere la planimetria catastale rasterizzata online

La planimetria catastale può essere richiesta fornendo i seguenti dati:

  • Dati catastali identificativi dell’immobile (Comune, foglio, particella, subalterno)
  • Dati anagrafici intestatario (Nome, cognome e codice fiscale)

Se non conosci questi dati puoi richiedere una visura catastale come sopra indicato.

Accesso alle planimetrie catastali riferite a stadi non più attuali o a unità immobiliari soppresse

È possibile richiedere le planimetrie catastali precedenti a quella in atti e riferite a stadi non più attuali o ad unità immobiliari soppresse tramite Sister o, qualora non disponibili, tramite istanza di accesso agli atti presso il Catasto.

Nel caso di planimetrie presenti nella banca dati informatizzata il rilascio è immediato tramite Sister.

Per le planimetrie disponibili solo in formato cartaceo, relative a stadi superati, o soppressi è possibile richiedere il rilascio della copia conforme previo pagamento dei tributi speciali e dell’imposta di bollo e il rilascio avviene nei successivi 30 giorni lavorativi.

Visure, planimetrie e ispezioni ipotecarie dei propri immobili

Esiste un servizio di consultazione online nel sito dell’Agenzia delle Entrate, che consente l’accesso alla banca dati catastale e ipotecaria relativamente agli immobili di cui il soggetto richiedente risulti titolare, anche per quota, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento e ottenere a titolo gratuito e in esenzione da tributi, su file in formato pdf, visure attuali e storiche dell’unità immobiliare, visure della mappa, visure planimetriche e ispezioni ipotecarie.

Per accedere al servizio è necessario effettuare l’accesso con Spid, Carta di identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Per richiedere copia della visura catastale o della planimetria catastale contattaci tramite mail o tramite whatsapp.

Non hai trovato quello che cercavi? Scopri le pratiche catastali gestite dal nostro Studio.

FAQ – Visura Catastale e Planimetria Catastale a Roma

1️⃣ Come leggere una visura catastale a Roma?

La visura catastale riporta i dati identificativi dell’immobile:

  • Foglio, particella, subalterno
  • Categoria e classe catastale
  • Vani o superficie catastale
  • Rendita catastale
  • Indirizzo e codice Comune
  • Intestatari e quote di proprietà

È fondamentale verificare che i dati siano aggiornati prima di una vendita, successione o richiesta di mutuo.

2️⃣ Come richiedere una visura catastale online gratis?

È possibile ottenere gratuitamente la visura catastale online per i propri immobili tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con:

  • SPID
  • CIE
  • CNS

Il servizio consente di scaricare visure attuali e storiche in PDF.

3️⃣ Qual è la differenza tra visura catastale attuale e visura storica?

  • Visura attuale → Riporta la situazione catastale attuale dell’immobile.
  • Visura storica → Mostra tutte le variazioni intervenute dal 30/06/1987 (passaggi di proprietà, variazioni planimetriche, rettifiche, fusioni, ecc.).

La visura storica è molto utile in caso di verifica pre-rogito.

4️⃣ La visura catastale prova la proprietà dell’immobile?

No.
La visura catastale non è probatoria della proprietà.
Per verificare gravami, ipoteche o pignoramenti è necessario effettuare una ispezione ipotecaria in Conservatoria.

5️⃣ Cos’è la planimetria catastale rasterizzata?

La planimetria catastale rasterizzata è il disegno tecnico ufficiale depositato in Catasto, generalmente in scala 1:100 o 1:200, che rappresenta:

  • distribuzione interna dei locali
  • destinazione d’uso
  • confini dell’unità immobiliare

È il documento richiesto per mutui, compravendite e donazioni, ha una stringa laterale che certifica l’autenticità del documento.

6️⃣ È obbligatorio allegare la planimetria catastale al rogito?

Sì.
Per legge, la planimetria catastale deve essere conforme allo stato di fatto dell’immobile e viene allegata all’atto di compravendita o donazione.
In caso di difformità, l’atto può essere nullo.

7️⃣ Come richiedere una planimetria catastale online a Roma?

Per richiedere la planimetria servono:

  • Comune, foglio, particella, subalterno
  • Nome, cognome e codice fiscale dell’intestatario

Se non si conoscono i dati catastali, è necessario prima richiedere una visura catastale.

8️⃣ Posso richiedere planimetrie catastali vecchie o di immobili soppressi?

Sì.
Le planimetrie riferite a stadi non più attuali o unità immobiliari soppresse possono essere richieste:

  • tramite Sister (se digitalizzate)
  • tramite istanza di accesso agli atti catastale

Il rilascio può richiedere fino a 30 giorni lavorativi per documenti cartacei.

9️⃣ Quanto tempo ci vuole per ottenere una visura o planimetria catastale?

  • Online tramite Agenzia delle Entrate → immediato (per i propri immobili)
  • Tramite tecnico abilitato → generalmente rapido
  • Accesso agli atti per documenti storici cartacei → fino a 30 giorni lavorativi

🔟 Quando è necessario controllare visura e planimetria catastale?

È consigliato verificare i dati catastali prima di:

  • vendita o acquisto di un immobile
  • richiesta di mutuo
  • successione o donazione
  • ristrutturazione con pratica edilizia
  • aggiornamento catastale (DOCFA)

Un controllo preventivo evita blocchi al rogito e sanzioni.

tabelle millesimali

Tabelle millesimali: cosa sono, come si calcolano e perché sono fondamentali nel condominio

Le tabelle millesimali condominiali rappresentano uno degli strumenti tecnici e giuridici più importanti nella gestione delle spese. Esse consentono di determinare in modo oggettivo i diritti e i doveri dei condomini sulle parti comuni dell’edificio e costituiscono la base per la ripartizione delle spese.

In questo articolo analizziamo cosa sono, come vengono redatte praticamente e quali sono i criteri giuridici utilizzati per redigerle.

Cosa sono le tabelle millesimali e a cosa servono

Le tabelle millesimali condominiali esprimono, in forma numerica (in millesimi), il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare rispetto all’intero edificio.

In pratica:

  • stabiliscono quanto “pesa” ogni appartamento o unità;
  • determinano la quota di partecipazione alle spese comuni;
  • incidono sui quorum assembleari.

Il riferimento normativo principale è il Codice Civile, in particolare:

  • Art. 1117 Codice Civile – definizione delle parti comuni
  • Art. 1123 Codice Civile – criteri di ripartizione
  • Art. 1124 Codice Civile – ripartizione per scale e ascensore

Come si calcolano le tabelle millesimali

Quando non esiste un regolamento condominiale con criteri convenzionali, il tecnico utilizza i criteri legali previsti dalla normativa e dalla prassi tecnica.

Il principio base è semplice:
👉 ogni unità contribuisce in proporzione al proprio valore.

Il concetto di superficie o volume virtuale

Il valore di ogni unità immobiliare non è dato solo dalla sua dimensione reale, determinata attraverso il rilievo metrico in sede di sopralluogo, ma da una grandezza corretta chiamata:

  • Superficie Virtuale (Sᵥ) oppure
  • Volume Virtuale (Vᵥ)

che tiene conto anche delle caratteristiche qualitative.

La formula di base è:

Sᵥ = Superficie reale × coefficienti di riduzione
Vᵥ = Volume reale × coefficienti di riduzione.

I coefficienti di riduzione sono suddivisi in due gruppi: “coefficienti per intera unità immobiliare”, che considerano le caratteristiche proprie dell’intera unità immobiliare e “coefficienti per singolo vano” che considerano le caratteristiche proprie di ciascun vano costituente l’immobile.

I coefficienti utilizzati nella stima

Per rendere il calcolo equo, si applicano specifici coefficienti tecnici.

1. Coefficiente di luminosità

Valuta il rapporto tra superficie del locale e superfici finestrate.

  • ambienti molto luminosi → valore più alto
  • ambienti poco illuminati → valore ridotto

2. Coefficiente di orientamento

Tiene conto dell’esposizione rispetto ai punti cardinali:

  • Sud → valore massimo
  • Nord → valore minimo

3. Coefficiente di affaccio

Valuta la qualità della vista:

  • panorama o parco → valore più alto
  • cortile o cavedio → valore ridotto

4. Coefficiente di piano

Considera l’altezza dell’unità e la presenza dell’ascensore:

  • piani intermedi → valori più favorevoli
  • seminterrati → valori ridotti

5. Coefficiente di destinazione

Differenzia il valore in base all’uso degli ambienti:

  • soggiorni e camere → valore pieno
  • balconi, cantine, box → valori ridotti
  • locali commerciali → valori maggiorati

Il calcolo dei millesimi

Dopo aver calcolato la superficie di ogni vano a partire dalle misurazioni reali, si calcola la superficie ragguagliata di ogni vano come superficie reale utile dello stesso moltiplicata per i coefficienti attribuiti alle caratteristiche intrinseche di ogni vano: la somma delle superfici ragguagliate di tutti i vani di una stessa unità immobiliare fornisce la superficie ragguagliata dell’unità immobiliare.
Moltiplicando, quindi, quest’ultimo valore per i coefficienti di riduzione applicati all’unità nel suo complesso, si ottiene la superficie virtuale dell’unità immobiliare.
Il corrispondente valore millesimale si ottiene rapportando la superficie virtuale dell’unità alla somma di tutte le superfici virtuali di tutte le unità immobiliari costituenti il condominio mediante la formula:

Le principali tabelle millesimali

Un elaborato completo comprende diverse tabelle, ciascuna con una funzione specifica.

Tabella A – Proprietà generale

È la più importante: rappresenta il valore complessivo delle unità immobiliari.

Serve per:

  • spese generali;
  • amministrazione;
  • manutenzione delle parti comuni.

Tabella B – Scale

Basata su:

  • 50% valore dell’unità
  • 50% altezza del piano

Tabella C – Ascensore

Segue lo stesso criterio della scala.

Tabella D – Pulizie

Generalmente coincide con scala e ascensore.

Tabella E – Riscaldamento

Oggi regolata dal D.Lgs 73/2020, che ha modificato il precedente sistema.

Prevede:

  • almeno il 50% delle spese in base ai consumi reali;
  • il resto ripartito con criteri tecnici (superficie, volume, potenza radiante).

Perché affidarsi a un tecnico

La redazione delle tabelle millesimali richiede rilievi accurati dell’immobile, valutazione delle caratteristiche intrinseche per la corretta attribuzione dei coefficienti, valutazione oggettiva e complessiva di particolari casistiche.

Un errore può generare:

  • impugnazioni assembleari;
  • contenziosi tra condomini;
  • ripartizioni non corrette.

Il servizio del nostro studio tecnico a Roma

Il nostro studio offre:

  • redazione completa di tabelle millesimali;
  • revisione e aggiornamento di tabelle esistenti;
  • consulenza tecnica per assemblee condominiali;
  • supporto nella gestione delle controversie.

Operiamo su tutto il territorio di Roma, garantendo precisione tecnica e trasparenza.

FAQ Tabelle Millesimali (Domande Frequenti)

Le tabelle millesimali sono obbligatorie?

Le tabelle millesimali non sono sempre obbligatorie per legge, ma sono fondamentali per la gestione del condominio. Servono per ripartire correttamente le spese secondo quanto previsto dall’Art. 1123 Codice Civile.

Chi redige le tabelle millesimali?

Le tabelle millesimali devono essere redatte da un tecnico abilitato, come geometra, architetto o ingegnere, esperto in valutazioni immobiliari e normativa condominiale.

Quando si possono modificare le tabelle millesimali?

Le tabelle millesimali possono essere modificate in caso di errore o variazioni dell’edificio, come stabilito dall’Art. 69 disp. att. Codice Civile.

Serve l’unanimità per approvare le tabelle millesimali?

No, nella maggior parte dei casi è sufficiente la maggioranza prevista dall’Art. 1136 Codice Civile.

Come si calcolano le tabelle millesimali?

Le tabelle millesimali si calcolano sulla base della superficie o del volume dell’unità immobiliare, corretti tramite coefficienti tecnici (luminosità, orientamento, piano, destinazione).

I balconi e le pertinenze contano nei millesimi?

Sì, balconi, terrazze, cantine e box incidono sul valore dell’immobile, anche se con coefficienti ridotti rispetto agli ambienti principali.

Come si dividono le spese dell’ascensore?

Le spese dell’ascensore si dividono secondo l’Art. 1124 Codice Civile:

  • 50% in base ai millesimi di proprietà
  • 50% in base all’altezza del piano

Le unità al piano terra pagano meno spese condominiali?

In molti casi sì, perché utilizzano meno alcuni servizi come scale e ascensore. Tuttavia la quota dipende sempre dai millesimi assegnati.

Le tabelle millesimali si possono contestare?

Sì, un condomino può contestare le tabelle millesimali se ci sono errori tecnici o criteri di calcolo non corretti.

Quanto costa fare le tabelle millesimali a Roma?

Il costo varia in base a dimensioni e complessità dell’edificio. Per immobili a Roma è consigliata una valutazione tecnica per ottenere un preventivo preciso.

SCIA somministrazione alimenti e bevande a Roma: guida completa 2026

Aprire un ristorante, bar, pub, wine o un bar a Roma richiede la presentazione della SCIA per somministrazione alimenti e bevande, una pratica obbligatoria da depositare presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Roma.

Oltre alla SCIA, è necessaria anche la notifica sanitaria alla ASL, indispensabile per iniziare l’attività nel rispetto delle normative igienico-sanitarie.

In questa guida aggiornata vediamo:

  • normativa vigente nel Comune di Roma
  • requisiti obbligatori e punteggi qualità
  • documentazione necessaria
  • costi e tempistiche
  • come può aiutarti uno studio tecnico specializzato

Normativa SCIA somministrazione a Roma

Nel Comune di Roma, l’apertura di attività di somministrazione è regolata principalmente da:

  • Legge Regionale Lazio 29 novembre 2006 n. 21
  • Deliberazione Giunta Regionale n. 563/2007
  • Regolamento Regionale n. 1/2009
  • Delibera Consiglio Comunale Roma n. 35 del 16 marzo 2010

Questa normativa stabilisce che:

👉 Non esiste più una “licenza commerciale” tradizionale
👉 L’attività può essere avviata tramite SCIA

Sistema a punteggio: requisito fondamentale a Roma

A differenza di altri comuni, Roma prevede un sistema di punteggio qualità per aprire attività di somministrazione.

Punteggio minimo richiesto:

  • Zona A (centro storico): 170 punti
  • Zona B: 155 punti
  • Zona C: 120 punti

👉 Questo sistema serve a garantire standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità.

Requisiti di qualità per ottenere la SCIA

Di seguito i principali criteri che contribuiscono al punteggio:

Requisiti professionali e sicurezza

  • corsi di specializzazione nel settore food (10 punti)
  • formazione in materia sicurezza e prevenzione D.Lgs 81/2008 (10 punti)

Requisiti strutturali del locale

  • bagni separati uomo/donna (20 punti)
  • pulizia e fasciatoio nel bagno (10 punti)
  • rapporto posti a sedere/superficie (10 punti)

Comfort e qualità del servizio

  • climatizzazione (10 punti)
  • insonorizzazione certificata (40 punti)
  • menù multilingua e pagamenti elettronici (5 punti)
  • targhette con ingredienti (5 punti)

Sostenibilità ambientale

  • risparmio idrico (15 punti)
  • risparmio energetico o energie rinnovabili (15 punti)

Servizi aggiuntivi

  • parcheggi entro 300 mt (30 punti)
  • area giochi bambini (5 punti)
  • Assenza di videogiochi o apparecchi automatici (10 punti)
  • vigilanza esterna (5 punti)

👉 è obbligatorio raggiungere il punteggio minimo richiesto nella zona ove si ricade.

Documenti necessari per la SCIA alimentare

La presentazione della SCIA per ristoranti e bar a Roma richiede una serie di allegati tecnici obbligatori:

1. Documentazione edilizia

  • conformità urbanistica ed edilizia
  • asseverazione tecnica firmata da professionista abilitato

2. Documentazione acustica

  • valutazione impatto acustico
  • oppure dichiarazione sostitutiva (nei casi previsti)

3. Documentazione sanitaria

  • notifica sanitaria ASL
  • planimetria locali

4. Altri allegati

  • documenti titolare o società
  • attestati professionali

Tempistiche apertura attività

Uno dei principali vantaggi della SCIA è la rapidità:

✅ Apertura immediata dopo presentazione della pratica

Tuttavia:

  • il Comune può effettuare controlli entro 60 giorni
  • eventuali irregolarità possono comportare sospensione

👉 Per questo è fondamentale presentare una pratica corretta al 100%.

Quanto costa la SCIA per somministrazione a Roma

Il costo varia in base alla complessità dell’attività e del locale.

Costi indicativi:

  • diritti SUAP e bolli: 50€ – 200€
  • pratica ASL: variabile
  • parcella tecnico: da 790€ + IVA

💡 Il prezzo può aumentare in caso di:

  • locali da regolarizzare
  • pratiche edilizie aggiuntive
  • valutazioni acustiche complesse

Studio Tecnico Roma Sud: apertura ristoranti e bar chiavi in mano

Lo Studio Tecnico Roma Sud offre un servizio completo per l’apertura di attività food:

  • verifica conformità del locale
  • progettazione degli spazi
  • notifica sanitaria ASL
  • gestione pratica SCIA sul portale SUAP
  • supporto fino all’apertura

Conclusione

Aprire un’attività di somministrazione a Roma è un’opportunità interessante, ma richiede:

  • conoscenza della normativa locale
  • rispetto dei requisiti tecnici
  • corretta gestione della SCIA

👉 Affidarsi a professionisti esperti ti permette di aprire più velocemente, senza rischi e in regola al 100%.

👉 Richiedi un preventivo gratuito.

SCIA in sanatoria: cos’è, tempi, costi e sanzioni (art. 36-bis DPR 380/01)

La SCIA in sanatoria (Segnalazione Certificata di Inizio Attività in sanatoria) è una pratica edilizia che consente di regolarizzare interventi realizzati in assenza di SCIA o in difformità da essa, permettendo di ottenere la conformità urbanistica dell’immobile.

La sanatoria è necessaria quando si devono:

• vendere immobili

• richiedere un mutuo

• aggiornare la planimetria catastale

• presentare nuove pratiche edilizie.

• Accedere a bonus edilizi

La procedura è disciplinata dal DPR 380/2001, aggiornato dal Decreto Legge 69/2024, che ha introdotto nuove modalità di sanatoria attraverso l’articolo 36-bis.

Secondo l’art. 36-bis è possibile ottenere la sanatoria se l’intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e ai requisiti edilizi vigenti al momento della realizzazione. Questo meccanismo introduce il principio della conformità asimmetrica, che amplia le possibilità di regolarizzazione degli immobili.

▶ Leggi anche Cila in Sanatoria.

Interventi soggetti a SCIA sanabili con art. 36-bis DPR 380/01

Gli interventi che possono essere regolarizzati tramite SCIA in sanatoria sono quelli normalmente soggetti a SCIA, tra cui:

Manutenzione straordinaria strutturale

Interventi che interessano:

• parti strutturali dell’edificio

• prospetti dell’edificio.

Restauro e risanamento conservativo presante

Interventi che riguardano elementi strutturali e parti significative dell’organismo edilizio.

Ristrutturazione edilizia leggera

Interventi di trasformazione dell’edificio che non comportano:

• aumento della volumetria

• modifiche rilevanti della sagoma

• aumento della superficie complessiva.

Quando è necessario presentare una SCIA in sanatoria – esempi pratici

Tra gli interventi che più frequentemente richiedono una SCIA in sanatoria rientrano:

• apertura di vani su murature portanti

• installazione di ascensori o montacarichi

• sostituzione di recinzioni o muri di cinta con fondazioni

• cambi di destinazione d’uso escluso zona A

• realizzazione di scale interne o esterne

• realizzazione di balconi o terrazzi

• apertura di nuove finestre o lucernari

• installazione di canna fumaria esterna

• demolizioni senza ricostruzione

• realizzazione di muri di sostegno.

Come presentare la SCIA in sanatoria nel Comune di Roma

Nel Comune di Roma la SCIA in sanatoria viene presentata tramite il portale:

SUET – Sportello Unico Edilizia Telematico

La pratica può essere presentata dal proprietario dell’immobile o comproprietario, terzi delegati, procuratori. Il tecnico abilitato deve asseverare la conformità urbanistica ed edilizia dell’intervento.

Costi della SCIA in sanatoria a Roma

I costi della pratica comprendono:

• diritti di segreteria • oblazione • diritti e bolli variazione catastale • parcella del tecnico progettista.

Diritti di segreteria

• € 291,24 → superficie fino a 200 mq

• € 349,24 → superficie fino a 500 mq

• € 697,24 → superficie fino a 1000 mq

• € 1.045,24 → superficie oltre 1000 mq

Variazione catastale

La variazione catastale comporta il pagamento di 70 €.

Sanzioni per SCIA in sanatoria

Le sanzioni dipendono dalla tipologia di difformità edilizia.

Nel Comune di Roma, secondo la Legge Regionale Lazio 15/2008, l’oblazione è pari a:

Caso generale

• doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile con un minimo 1.032 € ed un massimo di 10.328 € (gli importi sono pari al metà in caso di conformità “simmetrica”).

Per alcune tipologie di abuso si applica anche:

• oblazione pari al doppio del contributo di costruzione aumentato del 20%

L’aumento del 20% non si applica nei casi di doppia conformità.

SCIA in sanatoria e conformità asimmetrica

Una delle principali novità introdotte dal Decreto Salva Casa è la possibilità di sanare alcune difformità anche in assenza della doppia conformità.

Questo principio è chiamato conformità asimmetrica.

La sanatoria è possibile quando:

• l’intervento è conforme alla normativa urbanistica vigente oggi

• l’intervento è conferme alla normativa edilizia al momento della realizzazione, parliamo quindi di regolamento edilizio, igienico-sanitario, normativa sulle strutture, etc.

▶ Approfondisci il tema delle difformità urbanistiche e catastali e della corretta pratica edilizia in sanatoria da presentare.

FAQ – Domande frequenti sulla SCIA in sanatoria

Quanto costa una SCIA in sanatoria a Roma?

Il costo dipende dalla tipologia di intervento eseguito: diritti di segreteria, sanzioni amministrative e parcella del tecnico. In media una SCIA in sanatoria può costare tra 2.500 e 5.000 euro, ma l’importo varia in base alla tipologia di abuso edilizio.

Quanto tempo serve per ottenere la sanatoria?

La SCIA in sanatoria produce effetti immediati dalla presentazione. Il Comune di Roma si pronuncia con provvedimento motivato entro 30 giorni, decorsi i quali la richiesta si intende accolta, salvo il potere di autotutela della Pubblica Amministrazione

È possibile vendere una casa con abuso edilizio?

In presenza di abusi edilizi è generalmente necessario regolarizzare l’immobile prima della vendita, tramite sanatoria o ripristino dello stato legittimo.

Qual è la differenza tra doppia conformità e conformità asimmetrica?

La doppia conformità richiede che l’intervento sia conforme sia alla normativa urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione sia a quella attuale.
La conformità asimmetrica, introdotta dal Decreto Salva Casa, richiede invece che sia verificata la conformità urbanistica al momento di presentazione dell’istanza e la conformità edilizia al momento della realizzazione dell’abuso.

Chi può presentare una SCIA in sanatoria?

La SCIA in sanatoria può essere presentata dal proprietario dell’immobile o da un tecnico incaricato. In ogni caso la pratica deve essere asseverata da un professionista abilitato(architetto, ingegnere, geometra o perito).

Come capire se un abuso edilizio è sanabile?

Per stabilire se un abuso edilizio è sanabile è necessario effettuare una verifica urbanistica e catastale dell’immobile. Il tecnico confronterà lo stato reale dell’immobile con i titoli edilizi depositati in Comune e con la normativa urbanistica vigente.

SCIA edilizia a Roma: guida completa a interventi ammessi, documenti, costi, oneri, tempi e procedure

La SCIA edilizia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è uno dei titoli abilitativi più utilizzati per gli interventi edilizi nel Comune di Roma. Individuare correttamente il titolo edilizio e predisporre una pratica completa e conforme è fondamentale per evitare sospensioni, richieste di integrazione, sanzioni amministrative o annullamenti.

Questa guida fornisce una panoramica aggiornata e operativa su:

  • a cosa serve la SCIA, quando è obbligatoria, quali interventi sono ammessi;
  • come si presenta tramite SUET e la documentazione richiesta;
  • costi, oneri urbanistici e standard;
  • tempi, controlli e adempimenti successivi;
  • errori più frequenti da evitare.

Cos’è la SCIA edilizia e a cosa serve

La SCIA è disciplinata dell’art. 22 del DPR 380/2001 e consente di realizzare interventi edilizi di media complessità che:

  • non rientrano nell’edilizia libera;
  • non possono essere realizzati con CILA;
  • non richiedono il Permesso di Costruire.

La pratica si basa sull’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra), che certifica la conformità dell’intervento:

  • agli strumenti urbanistici;
  • al Regolamento Edilizio;
  • alle normative di settore (strutturali, sismiche, igienico-sanitarie, energetiche e di sicurezza).

📌 Con la SCIA i lavori possono iniziare immediatamente, salvo controlli successivi dell’amministrazione.

Quando serve la SCIA a Roma: interventi ammessi

La scia è necessaria, come recitato dall’art. 22 bis D.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001, a titolo esemplificativo nei seguenti casi:

  • demolizione di murature portanti o apertura porte in murature portanti;
  • modifiche su elementi strutturali come ad esempio apertura o chiusura di scala su solaio;
  • restauro e risanamento conservativo “pesante”;
  • mutamento di destinazione d’uso in zone diverse dalla “A”;
  • modifiche alla sagoma e ai prospetti;
  • ristrutturazione edilizia;
  • demolizione e ricostruzione di solai interni;
  • costruzione di solaio calpestabile interpiano che non costituisce S.U.L.;
  • demolizione integrale senza ricostruzione, con ripristino dello stato legittimo, dei manufatti realizzati abusivamente;
  • realizzazione di pensiline, in corrispondenza di porte e/o finestre, con aggetto di norma non superiore a 1,20 m.;
  • Interventi di demolizione e ricostruzione e interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti;
  • varianti in corso d’opera di permessi a costruire che non presentano i caratteri di variazioni essenziali.

Presentazione della SCIA tramite SUET: come avviene

Nel Comune di Roma la SCIA si presenta esclusivamente in modalità telematica tramite il SUET – Sportello Unico per l’Edilizia Telematico. Iter operativo:

  • predisposizione della pratica da parte del tecnico;
  • compilazione della modulistica SUET con indicazione di proprietari, progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice, eventuale coordinatore per la sicurezza;
  • elaborati grafici comprendenti pianta, sezione ed eventualmente prospetti dello stato di fatto e stato di progetto;
  • relazione tecnica asseverata;
  • eventuale relazione tecnica sulle tolleranze costruttive/esecutive;
  • eventuali pareri o richiesta di pareri (Scia Unica o Scia Condizionata);
  • generazione della reversale di pagamento;
  • pagamento dei diritti di segreteria ed eventuali oneri di urbanizzazione tramite Nodo PagoPA;
  • invio telematico e protocollazione automatica.

📌 In assenza di pagamento, con errori formali o sostanziali, la pratica può risultare irricevibile.

SCIA Unica

Si utilizza quando l’intervento richiede più segnalazioni/comunicazioni: il cittadino presenta un unico procedimento.

SCIA Condizionata

Si applica quando sono necessari atti di assenso preventivi (paesaggistici, strutturali, antincendio). In questo caso i lavori iniziano solo dopo il rilascio degli atti.

Verifiche preliminari e stato legittimo dell’immobile

Prima della presentazione della SCIA, il tecnico deve verificare lo stato legittimo dell’immobile, come previsto dal DPR 380/01.

Le verifiche comprendono:

  • analisi dei titoli edilizi pregressi;
  • confronto tra stato autorizzato e stato di fatto;
  • individuazione di eventuali difformità.

📌 La SCIA non sana abusi edilizi preesistenti.

Eventuali irregolarità devono essere risolte prima della presentazione della pratica, difatti potrebbe essere necessaria la presentazione preliminare di una pratica in sanatoria.

Costi e tempi della SCIA edilizia a Roma

Parcella del professionista è variabile in funzione di:

  • complessità dell’intervento;
  • presenza di vincoli;
  • necessità di pratiche accessorie (strutture, catasto, energetica).

Diritti di segreteria

  • € 291,24 → Progetti con superficie lorda fino a 200 mq
  • € 349,24 → Progetti con superficie lorda fino a 500 mq
  • € 697,24 → Progetti con superficie lorda fino a 1000 mq
  • € 1045,24 → Progetti con superficie lorda oltre 1000 mq

Tempi di preparazione e controlli

  • Preparazione della pratica: circa 15 giorni lavorativi dal progetto definitivo, a seguito del buon esito della verifica dello stato legittimo;
  • Inizio lavori: immediato;
  • Controlli da parte dell’Ufficio Tecnico: entro 30 giorni dalla presentazione.

Oneri di urbanizzazione e contributo di costruzione

Ai sensi dell’art. 16 del DPR 380/01, per alcuni interventi realizzati con SCIA è richiesto il pagamento di:

  • oneri di urbanizzazione primaria e secondaria;
  • contributo sul costo di costruzione;
  • contributo straordinario di costruzione.

Gli oneri sono dovuti solo quando l’intervento ad esempio aumenta il carico urbanistico o comporta un cambio di destinazione d’uso rilevante ed è possibile richiedere la rateizzazione prima dell’inizio dei lavori.

Standard urbanistici e monetizzazione

Gli standard urbanistici sono le dotazioni minime di spazi e servizi pubblici necessarie in relazione al carico urbanistico generato. Quando non è possibile reperirli fisicamente, il Comune può ammettere la monetizzazione, cioè il versamento di un importo sostitutivo, calcolato secondo le tariffe vigenti e previsto dalle NTA di Roma Capitale.

📌 La monetizzazione non è automatica e deve essere motivata e approvata dagli uffici competenti.

Errori frequenti nella SCIA edilizia a Roma

  • Titolo edilizio errato (CILA/SCIA confusi)
  • Mancata verifica dello stato legittimo
  • Mancato versamento di oneri e standard urbanistici
  • Documentazione incompleta o incoerente
  • Lavori difformi rispetto al progetto depositato
  • Mancato aggiornamento catastale
  • Avvio lavori in SCIA condizionata senza atti di assenso
  • Mancata comunicazione di fine lavori

Questi errori sono tra le principali cause di sospensione, sanzioni e contenziosi.

SCIA Commerciale a Roma: Guida Completa all’Apertura di Nuove Attività 2026

La SCIA ha sostituito le vecchie licenze commerciali e rappresenta oggi lo strumento principale per avviare un’attività in modo rapido, grazie alla sua efficacia immediata.

In questa guida completa vedremo:

  • quali attività richiedono la SCIA
  • le principali categorie di intervento
  • i requisiti necessari
  • costi e tempistiche

Cos’è la SCIA e come funziona

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è una comunicazione che il titolare dell’impresa, che si tratti di ditta individuale, srl, etc presenta al Comune di Roma per dichiarare che:

  • l’attività viene svolta in conformità alle normative vigenti (urbanistico-sanitarie-emissione fumi-acustica etc)
  • il titolare o il preposta possiede i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività
  • l’attività verrà avviata dopo l’invio della scia stessa.

Non serve attendere alcun autorizzazione e i controlli vengono effettuati successivamente dagli enti competenti (Comune, ASL, Vigili del Fuoco) sulla base delle dichiarazioni rese e dello stati dei luoghi.

Quali attività richiedono la SCIA

La SCIA è obbligatoria per una vasta gamma di attività economiche. Di seguito un elenco non esaustivo delle principali categorie. Si rimanda alla consultazione del portale SUAP di Roma Capitale per l’elenco esaustivo delle attività economiche e alla guida delle attività economiche pubblicata sul sito della Camera di Commercio di Roma.

1. SCIA per commercio

  • vendita al dettaglio (negozi fisici)
  • commercio all’ingrosso
  • medie e grandi strutture di vendita
  • e-commerce (vendita online)
  • vendita per corrispondenza o porta a porta
  • spacci aziendali interni

2. SCIA per somministrazione alimenti e bevande

Questa categoria include:

  • bar
  • ristoranti
  • pizzerie
  • pub e locali serali
  • gastronomie

📌 Particolarità:

  • è necessario il requisito professionale (ex REC o esperienza)
  • obbligo di notifica sanitaria alla ASL
  • rispetto norme HACCP
  • A Roma bisogna ottenere i punteggi relativi alla zona di PRG in cui si trova il locale, approfondisci qui.

3. SCIA per attività artigianali

Comprende tutte le attività manuali e di servizio, tra cui:

  • parrucchieri e barbieri
  • estetisti
  • tatuatori e piercer
  • autolavaggi
  • falegnamerie e officine artigiane

📌 Alcune richiedono abilitazioni professionali specifiche.

4. SCIA agenzie d’affari

  • agenzie di servizi
  • agenzie di compravendita auto usate
  • agenzie investigative
  • pompe funebri

5. SCIA per attività ricettive (SUAR)

Le pratiche SUAR riguardano:

  • hotel e alberghi
  • attività extra ricettive come bed & breakfast, case vacanza, affittacamere
  • locazione ad uso turistico.

📌 A Roma la CIA o SCIA viene inviata tramite SUAR (Sportello Unico Attività Ricettive).

👉 Fondamentali:

  • requisiti urbanistici e igienico-sanitari
  • classificazione struttura
  • comunicazione flussi turistici tramite il portale alloggiati e alla Regione Lazio e riscossione/versamento tassa di soggiorno

Requisiti per aprire un’attività con SCIA

I requisiti variano in base al tipo di attività, ma possiamo dividerli in quattro macro categorie:

  • Requisiti personali e morali
  • Requisiti professionali
  • Requisiti urbanistici ed edilizi
  • Requisiti sanitari e sicurezza

Costi della SCIA

I costi possono variare, ma generalmente includono:

  • diritti di segreteria comunali (50€ – 300€ circa)
  • marche da bollo
  • diritti ASL
  • parcella del tecnico (geometra/architetto/commercialista)

Il Costo medio totale: da 300€ a oltre 1.500€ a seconda della complessità.

Tempistiche: quando si può aprire

Uno dei vantaggi principali della SCIA è la rapidità:

✅ L’attività può essere avviata lo stesso giorno della presentazione

Tuttavia:

  • il Comune può effettuare controlli entro 60 giorni
  • in caso di irregolarità può sospendere l’attività e/o annullare la SCIA

Dove si presenta la SCIA

La SCIA nel Comune di Roma si presenta tramite:

  • SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune
  • SUAR

👉 Per poter delegare un soggetto terzo all’invio telematico è necessario conferire la delega tramite la piattaforma SIGEUD.

Consigli pratici per evitare errori

  • verifica sempre la conformità urbanistica del locale
  • affidati a un tecnico esperto
  • controlla i requisiti professionali richiesti
  • prepara tutta la documentazione prima dell’invio

👉 Una corretta gestione iniziale evita sospensioni e sanzioni.

Ristrutturazione casa a Roma: tutte le fasi, dalla progettazione alla chiusura lavori

Lo Studio Tecnico Roma Sud si occupa della progettazione e direzione lavori di ristrutturazioni di case, immobili commerciali e condomini a Roma offrendo un servizio completo e strutturato che accompagna il cliente in ogni fase: dall’analisi preliminare fino alla consegna finale.

Affidarsi a un tecnico qualificato significa non solo ottenere un risultato estetico e funzionale, ma soprattutto garantire la conformità urbanistica e catastale, evitando problematiche future e gestire correttamente l’esecuzione dei lavori e dei pagamenti con la ditta esecutrice.

Le fasi fondamentali della ristrutturazione casa e dei condomini a Roma

1. Verifica della legittimità urbanistica ante intervento

La prima fase, spesso sottovalutata ma fondamentale, è la verifica della legittimità urbanistica e catastale dell’immobile.

Questa attività prevede:

• Analisi dei titoli edilizi depositati in Comune 

• Verifica della conformità tra stato di fatto, titoli edilizi e catasto

• Controllo di eventuali difformità o abusi edilizi 

Individuare eventuali irregolarità prima dell’inizio dei lavori è essenziale per:

• Evitare sanzioni amministrative 

• Evitare la sospensione dei lavori o la non conformità della pratica edilizia depositata.

• Garantire la futura vendibilità dell’immobile 

In caso di difformità, lo studio fornisce assistenza per eventuali sanatorie edilizie.

2. Definizione del progetto architettonico: demolizione e ricostruzione

Una volta accertata la regolarità dell’immobile, si passa alla fase progettuale della ristrutturazione casa, in cui vengono definite le nuove distribuzioni interne.

Il progetto architettonico include:

• Studio della distribuzione degli ambienti con varie ipotesi di realizzabilità

• Verifica della fattibilità di interventi su muri portanti

• Ottimizzazione degli spazi in base alle esigenze del cliente 

Questa fase è fondamentale per migliorare:

• Funzionalità degli ambienti • Illuminazione naturale • Comfort abitativo 

Ogni soluzione viene studiata nel rispetto della normativa edilizia e igienico-sanitaria vigente. Non tutte le trasformazioni sono eseguibili, è fondamentale verificare la realizzabilità delle ipotesi di redistribuzione degli spazi.

3. Progettazione impianti e restituzioni grafiche

Parallelamente al progetto architettonico si sviluppa la progettazione impiantistica, elemento essenziale per una ristrutturazione moderna ed efficiente.

Vengono definiti:

• Impianti elettrici (punti luce, prese, quadri) 

• Impianti idraulici (bagni, cucina, scarichi) e gas

• Impianti di climatizzazione e riscaldamento 

Tutte le soluzioni vengono rappresentate attraverso elaborati grafici dettagliati, indispensabili per guidare correttamente l’impresa esecutrice ed evitare errori in fase di cantiere.

4. Render 3D degli ambienti (su richiesta)

Per offrire una visione chiara e realistica del risultato finale, lo studio realizza, su richiesta, render 3D fotorealistici.

Questi strumenti permettono di:

• Visualizzare gli ambienti prima dell’inizio dei lavori 

• Scegliere materiali, colori e finiture 

• Apportare modifiche progettuali senza costi aggiuntivi 

Il render rappresenta un importante supporto decisionale, soprattutto per interventi complessi o ristrutturazione casa completa.

5. Computo metrico e assistenza al contratto d’appalto

Una fase cruciale è la redazione del computo metrico estimativo, documento tecnico che quantifica nel dettaglio tutte le lavorazioni previste.

Il computo consente di avere una stima chiara e trasparente dei costi, confrontare diversi preventivi in modo oggettivo, ridurre il rischio di spese impreviste.

Lo studio fornisce inoltre assistenza nella:

• Selezione dell’impresa 

• Analisi dei preventivi 

• Redazione del contratto d’appalto, tutelando il cliente sotto il profilo tecnico ed economico 

6. Scelta e deposito della pratica edilizia

Prima dell’inizio dei lavori è obbligatorio individuare e presentare la corretta pratica edilizia.

A seconda della tipologia di intervento si procede con:

• CILA (per manutenzioni straordinarie) 

• SCIA (per interventi più rilevanti) 

• SCIA alternativa al permesso di costruire 

Una gestione corretta di questa fase è fondamentale per evitare sanzioni e contestazioni, garantire la piena regolarità urbanistica, consentire l’accesso alle detrazioni fiscali 

7. Direzione lavori e gestione del cantiere

Durante l’esecuzione dei lavori, lo studio si occupa della direzione lavori, attività indispensabile per il buon esito dell’intervento.

Le principali attività includono:

• Controllo della corretta esecuzione delle opere 

• Verifica del rispetto del progetto approvato 

• Coordinamento tra le diverse figure coinvolte 

• Gestione di eventuali varianti in corso d’opera 

• Gestione dei pagamenti all’impresa esecutrice

Questo garantisce qualità, sicurezza e rispetto delle tempistiche.

8. Chiusura lavori e aggiornamento catastale

Al termine della ristrutturazione si procede con tutte le attività necessarie per la regolarizzazione finale dell’immobile:

• Comunicazione di fine lavori al Comune 

• Redazione e deposito della pratica catastale (DOCFA) 

• Aggiornamento delle planimetrie 

Questa fase è fondamentale per:

• Allineare lo stato reale dell’immobile con quello catastale 

• Evitare problemi in caso di vendita o locazione 

• Certificare la conformità dell’intervento 

Detrazioni fiscali per ristrutturazione ed efficientamento energetico

Lo Studio Tecnico Roma Sud offre assistenza completa per accedere alle principali agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie.

Principali bonus disponibili

• Bonus ristrutturazione 50% (prima casa)
(interventi di manutenzione straordinaria e parti comuni condominiali) 

• Efficientamento energetico 50% (prima casa)
(interventi di miglioramento dell’efficienza energetica) 

Spese detraibili

Rientrano nelle detrazioni:

• Progettazione e prestazioni tecniche 

• Lavori edili e impiantistici 

• Interventi per il risparmio energetico 

Requisiti per ottenere le detrazioni

Per accedere ai benefici fiscali è necessario:

• Effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante

• Conservare tutte le fatture 

• Indicare correttamente il titolo edilizio 

• Rispettare gli adempimenti richiesti dall’Agenzia delle Entrate 

Le detrazioni vengono recuperate in 10 anni sotto forma di credito d’imposta.

Ristrutturare casa a Roma in sicurezza

Una ristrutturazione ben eseguita richiede competenze tecniche, conoscenza normativa e una gestione coordinata di tutte le fasi.

Lo Studio Tecnico Roma Sud garantisce:

• Assistenza completa dalla A alla Z 

• Progetti personalizzati e conformi 

• Ottimizzazione dei costi e delle tempistiche 

• Supporto per pratiche edilizie e fiscali 

Richiedi una consulenza

Se stai pensando di ristrutturare il tuo immobile a Roma, contattaci per una consulenza tecnica: analizzeremo il tuo caso e ti guideremo passo dopo passo verso la soluzione migliore.

Progettare e Ristrutturare a Roma: La Guida Completa dalla Fattibilità al Catasto

Ristrutturare un immobile a Roma non è una semplice operazione edilizia; è un processo di trasformazione edilizia e normativa che richiede una visione d’insieme. Tra adempimenti “burocratici”, regolamenti comunali vincolanti e la necessità di quantificare e affidare i lavori, il ruolo dello studio tecnico diventa quello di un regista che coordina estetica, tecnica e burocrazia.

In questo articolo esploreremo ogni fase del complesso “percorso” di una ristrutturazioneimmobiliare a Roma.

1. Analisi Preliminare: Il DNA dell’Immobile

Prima di accendere i motori della progettazione, è necessario un accurato “check-up” documentale e normativo.

Lo Studio di Fattibilità e l’Analisi Urbanistica

Non tutto ciò che è immaginabile è realizzabile. Lo studio di fattibilità analizza i volumi, le superfici e la destinazione d’uso. A Roma, questo significa confrontarsi con il PRG (Piano Regolatore Generale) e le relative NTA (Norme Tecniche di Attuazione).

• Verifichiamo se l’immobile si trova nella Città Storica, nella Città Consolidata o in aree soggette a vincoli paesaggistici (Soprintendenza).

• Analizziamo i precedenti edilizi per garantire la conformità urbanistica, fondamentale per evitare di trascinarsi dietro abusi di precedenti proprietari.

Il Rispetto dei Regolamenti tecnici

Ogni progetto deve superare il vaglio di due testi fondamentali:

1. Regolamento Edilizio del Comune di Roma: Definisce le grandezze edilizie minime per abitazioni, locali commerciali, destinazioni non residenziali

2. Regolamento Igienico-Sanitario: Definisce i parametri di igiene minimi che il progetto deve rispettare – strettamente correlato al D.M. Sanità 05/07/1975. 

Nel Comune di Roma, ad esempio, il soggiorno e la camera da letto matrimoniale devono avere una superficie minima di 14 mq, mentre una camera singola di 9 mq. Il rapporto aeroilluminante (superficie finestrata rispetto a quella del pavimento) deve essere di norma non inferiore a 1/8.

2. La Strategia Amministrativa: Quale Pratica Scegliere?

La scelta del titolo abilitativo dipende dall’entità degli interventi. Sbagliare pratica significa rischiare sanzioni o il blocco dei lavori.

Pratica EdiliziaQuando si usa (Esempi)
CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata)Spostamento di tramezzi interni, nuovi bagni, frazionamenti che non toccano le parti strutturali.
SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività)Interventi sulle parti strutturali (apertura di un vano in un muro portante) o cambio di destinazione d’uso.
Permesso di CostruireInterventi di nuova costruzione o ristrutturazioni pesanti che alterano la volumetria.

3. Dal Sogno alla Realtà: Il Progetto Integrato

Il nostro studio adotta un approccio “all-in-one” dove l’architettura dialoga costantemente con l’ingegneria.

Il Progetto Preliminare e la Potenza dei Render

In questa fase definiamo il concept. Per eliminare ogni dubbio, utilizziamo strumenti di visualizzazione avanzata:

• Render 2D e 3D: Per visualizzare planimetrie arredate e volumi.

• Render Fotorealistici: Utilizziamo software di ultima generazione per mostrarti come la luce naturale colpirà i materiali scelti (marmi, legni, resine), offrendoti un’anteprima virtuale indistinguibile dal vero.

Il Progetto Definitivo: L’Esecutivo Tecnico

Un progetto è davvero completo solo quando contiene le “istruzioni per l’uso” per le maestranze. Redigiamo tavole di dettaglio per:

• Layout Arredi: Integrazione tra arredi fissi e spazi architettonici.

• Impianto Elettrico e Domotico: Posizionamento di punti luce, prese e scenari intelligenti.

• Impianto Idrico-Sanitario e Gas: Dimensionamento corretto e schemi di montaggio.

• Riscaldamento e Raffrescamento: Progettazione di sistemi a pompa di calore, radianti a pavimento o canalizzati, puntando al massimo efficientamento energetico (Classe A).

4. La Direzione Lavori: Il Cuore del Cantiere

La Direzione Lavori (DL) è la garanzia che il progetto venga eseguito a regola d’arte. Il nostro studio si occupa di:

• Gestione dei Rapporti con la Ditta: Interpretiamo il progetto per gli operai e verifichiamo la qualità dei materiali.

• Contabilità di Cantiere (SAL): Gli Stati Avanzamento Lavori permettono al cliente di pagare l’impresa solo per la porzione di lavoro effettivamente e correttamente eseguita.

• Risoluzione Imprevisti: In un cantiere, specie a Roma, l’imprevisto è dietro l’angolo (es. ritrovamenti o strutture impreviste); la nostra presenza garantisce soluzioni rapide e sicure.

5. Chiusura e Conformità Catastale

Una volta posata l’ultima piastrella, il processo non è finito. È necessario rendere l’immobile “regolare” per il mercato.

Presentiamo la Comunicazione di Fine Lavori e procediamo con la Variazione Catastale tramite procedura DOCFA. Questo passaggio aggiorna la planimetria depositata all’Agenzia delle Entrate, rendendo l’immobile pronto per una futura vendita o per la richiesta di un mutuo, garantendo la perfetta corrispondenza tra stato di fatto, catasto e comune.

Trasforma la tua idea in un progetto concreto

Navigare tra i regolamenti di Roma e la gestione di un cantiere richiede esperienza e metodo. Il nostro studio tecnico è pronto ad affiancarti in ogni passo, garantendoti serenità e un risultato d’eccellenza.

Ti piacerebbe ricevere un preventivo dettagliato o un’analisi preliminare del tuo immobile? Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

PRATICHE EDILIZIE a Roma per lavori da eseguire: tipologia, costi, tempi

Numerosi interventi sul patrimonio edilizio richiedono la predisposizione e presentazione agli uffici tecnici comunali di una pratica edilizia. Il nostro studio si occupa di accompagnarvi passo dopo passo in questo percorso. Vediamo ora le principali pratiche edilizie: Cila, Scia, Scia in alternativa a permesso di costruire, permesso di costruire. In questo elenco aumenta progressivamente la complessità degli interventi da realizzare, a partite dalla demolizione di un semplice tramezzo in un appartamento alla costruzione ex novo di un edificio. Aumenta progressivamente anche la complessità della pratica stessa, i costi e gli adempimenti necessari.

Esistono anche casi in cui non è necessaria la presentazione di una pratica edilizia, ovvero per gli interventi che ricadono in edilizia libera. Sono interventi di edilizia libera ad esempio il rifacimento di impianti esistenti, il rinnovo di finiture e rivestimenti, la sostituzione di infissi etc. Per consultare la lista degli interventi che non sono soggetti alla presentazione di un titolo edilizio o di una comunicazione inizio lavori asseverata potete consultare il glossario edilizia libera.

Questa guida fornisce una panoramica aggiornata e operativa su:

  • Cosa sono la CILA, la scia, la scia in alternativa a permesso di costuire e quando è obbligatorio presentare ciascuna pratica;
  • quali interventi sono ammessi per ogni tipo di pratica;
  • come presentare la pratica tramite il SUET nel Comune di Roma;
  • costi e tempi;
  • adempimenti di fine lavori;
  • errori più frequenti da evitare.

Individuare correttamente il titolo edilizio e presentare una pratica completa e conforme è fondamentale per:

  • iniziare i lavori senza ritardi;
  • evitare sanzioni amministrative;
  • garantire la conformità urbanistica e catastale dell’immobile;
  • accedere correttamente ai bonus edilizi

Verifica dello stato legittimo dell’immobile propedeutica alla presentazione della pratica edilizia

Prima di presentare qualsiasi pratica edilizia è obbligatoria la verifica dello stato legittimo, ai sensi dell’art. 9-bis del DPR 380/01.

Il tecnico verifica:

  • titoli edilizi originari;
  • eventuali pratiche successive;
  • conformità tra stato di fatto, progetti depositati e catasto.

📌 Qualsiasi pratica non può sanare abusi edilizi preesistenti. Perché è fondamentale verificare che lo stato di fatto sia legittimo prima di presentare la pratica? In quanto qualora vi fossero difformità qualsiasi pratica edilizia sarebbe illegittima e inefficace.

Cos’è la CILA e a cosa serve

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è il titolo edilizio utilizzato per eseguire interventi di manutenzione straordinaria e restauro leggero che non interessano parti strutturali dell’edificio; è disciplinata dall’art. 6-bis del DPR 380/2001 e consente di eseguire lavori edilizi da realizzare, senza attendere un’autorizzazione preventiva del Comune.

La pratica si fonda sull’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra), che certifica la conformità dell’intervento:

  • agli strumenti urbanistici vigenti;
  • al Regolamento Edilizio;
  • alle normative igienico-sanitarie, energetiche e di sicurezza.

📌 Con la CILA i lavori possono iniziare immediatamente dopo la presentazione.

Quali interventi si possono realizzare con la CILA

Manutenzione straordinaria non strutturale (art. 3, comma 1, lett. b – DPR 380/01), quindi rientrano nella CILA, a titolo esemplificativo:

  • demolizione e ricostruzione di tramezzi non portanti;
  • spostamento o realizzazione di porte interne;
  • realizzazione o modifica di bagni e cucine;
  • frazionamento o fusione di unità immobiliari senza opere strutturali;
  • realizzazione di soppalchi non praticabili;
  • opere interne che non modificano sagoma, volumetria o prospetti.

⚠️ Gli interventi su murature portanti o elementi strutturali non rientrano nella CILA e richiedono SCIA.

L’esecuzione di queste opere senza CILA preventiva configura un abuso edilizio ed è soggetto a sanzioni amministrative: “La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.” (art. 6 bis comma 5).

Cos’è la SCIA edilizia e a cosa serve

La SCIA è disciplinata dell’art. 22 del DPR 380/2001 e consente di realizzare interventi edilizi di media complessità che:

  • non rientrano nell’edilizia libera;
  • non possono essere realizzati con CILA;
  • non richiedono il Permesso di Costruire.

Quando serve la SCIA a Roma: interventi ammessi

La scia è necessaria, come recitato dall’art. 22 bis D.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001, a titolo esemplificativo nei seguenti casi:

  • demolizione di murature portanti o apertura porte in murature portanti;
  • modifiche su elementi strutturali come ad esempio apertura o chiusura di scala su solaio;
  • restauro e risanamento conservativo “pesante”;
  • mutamento di destinazione d’uso in zone diverse dalla “A”;
  • modifiche alla sagoma e ai prospetti;
  • ristrutturazione edilizia leggera;
  • demolizione e ricostruzione di solai interni;
  • costruzione di solaio calpestabile interpiano che non costituisce S.U.L.;
  • demolizione integrale senza ricostruzione, con ripristino dello stato legittimo, dei manufatti realizzati abusivamente;
  • realizzazione di pensiline, in corrispondenza di porte e/o finestre, con aggetto di norma non superiore a 1,20 m.;
  • Interventi di demolizione e ricostruzione e interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti;
  • varianti in corso d’opera di permessi a costruire che non presentano i caratteri di variazioni essenziali.

📌 Con la SCIA i lavori possono iniziare immediatamente dopo la presentazione.

La SCIA Unica si utilizza quando l’intervento richiede più segnalazioni/comunicazioni: il cittadino presenta un unico procedimento, la SCIA Condizionata si applica quando sono necessari atti di assenso preventivi (paesaggistici, strutturali, antincendio). In questo caso i lavori iniziano solo dopo il rilascio degli atti.

Ai sensi dell’art. 16 del DPR 380/01, per alcuni interventi realizzati con SCIA è richiesto il pagamento di:

  • oneri di urbanizzazione primaria e secondaria;
  • contributo sul costo di costruzione;
  • contributo straordinario di costruzione.

Gli oneri sono dovuti solo quando l’intervento ad esempio aumenta il carico urbanistico o comporta un cambio di destinazione d’uso rilevante.

È possibile richiedere la rateizzazione prima dell’inizio dei lavori.

La SCIA alternativa al Permesso di Costruire a Roma: cos’è e cosa serve

La SCIA alternativa al Permesso di Costruire è un titolo edilizio abilitativo che consente di realizzare alcuni interventi che, in via ordinaria, sarebbero soggetti a Permesso di Costruire (PdC), ma senza attendere il provvedimento espresso dal Comune.

📌 Con la SCIA in alternativa a permesso di costruire i lavori possono iniziare 30 giorni dopo la presentazione.

Come nel caso della scia, anche per la scia in alternativa a permesso di costruire l’intervento è oneroso, per cui è necessario corrispondere al Comune di Roma il contributo di costruzione.

Che cos’è il Permesso di costruire

Il Permesso di costruire è un provvedimento amministrativo rilasciato dal Comune – tramite lo Sportello Unico per l’Edilizia (SUET) – che autorizza determinati interventi edilizi “pesanti” o di nuova costruzione, in conformità alla normativa urbanistica ed edilizia vigente.

Secondo il D.P.R. 380/2001, il PdC:

  • È rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo (es. usufruttuario, affidatario, ecc.).
  • È trasferibile con l’immobile.
  • Non limita i diritti dei terzi.

Interventi soggetti a Permesso di Costruire

Nuova costruzione: Realizzazione di edifici ex novo su aree non edificate, con nuova volumetria.

Ristrutturazione urbanistica: Interventi di riqualificazione complessiva o modifica funzionale di un intero comparto edilizio o urbano.

Ristrutturazione edilizia rilevante – ricomprende gli interventi soggetto a scia in alternativa.

Presupposti per ottenere il PdC

  • Conformità alle previsioni urbanistiche (piani regolatori, Piani Particolareggiati, ecc.)
  • Conformità al regolamento edilizio comunale e norme tecniche
  • Esistenza o impegno a realizzare opere di urbanizzazione primaria e secondaria
  • Compatibilità con vincoli paesaggistici, ambientali e storici

Tempi di validità ed efficacia

  • Inizio lavori: deve avvenire entro 1 anno dalla notifica del permesso.
  • Ultimazione lavori: normalmente entro 3 anni dall’inizio.
  • Decadenza: se i termini non sono rispettati e non è stata concessa una proroga motivata, il permesso decade per la parte non eseguita.

Come presentare le pratiche edilizie a Roma

Procedura SUET

Nel Comune di Roma qualsiasi pratica edilizia si presenta esclusivamente in modalità telematica tramite il SUET – Sportello Unico per l’Edilizia Telematico.

La pratica viene trasmessa dall’avente diritto (proprietario, comproprietario o delegato), tramite accesso SPID, con documentazione predisposta dal tecnico.

Documentazione necessaria (non esaustiva):

  • lettera d’incarico e documento d’identità;
  • elaborati grafici ante e post operam;
  • relazione tecnica asseverata;
  • eventuale relazione sulle tolleranze costruttive;
  • dati dell’impresa esecutrice (se già individuata);
  • ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria tramite PagoPA.

La documentazione obbligatoria da trasmettere tramite SUET diventa progressivamente più corposa.

Costi della CILA e e della SCIA a Roma

Diritti di segreteria

  • € 291,24 → superficie lorda fino a 200 mq
  • € 349,24 → superficie fino a 500 mq
  • € 697,24 → superficie fino a 1000 mq
  • € 1.045,24 → superficie oltre 1000 mq

Tempi di presentazione

  • 7–10 giorni lavorativi dalla disponibilità della documentazione relativa al progetto definitivo;
  • inizio lavori immediato dopo il deposito;
  • controlli comunali possibili entro 30 giorni.

Costi della Scia in alternativa a Permesso di costruire

  • € 465,24 → superficie lorda fino a 200 mq
  • € 697,24 → superficie fino a 500 mq
  • € 929,24 → superficie fino a 1000 mq
  • € 1.161,24 → superficie oltre 1000 mq

Tempi di presentazione

  • 15-20 giorni lavorativi dalla disponibilità della documentazione relativa al progetto definitivo;
  • inizio lavori dopo 30 giorni;
  • controlli comunali possibili entro 30 giorni.

Fine lavori e aggiornamento catastale

Al termine dei lavori è necessario:

  • comunicare la fine lavori;
  • presentare DOCFA per l’aggiornamento catastale o la dichiarazione di nuova costruzione;
  • valutare l’obbligo di segnalazione di agibilità.

Errori frequenti nelle pratiche edilizie a Roma

  • ❌ Iniziare i lavori senza presentazione della pratica edilizia
  • ❌ Confondere CILA e SCIA
  • ❌ Mancata verifica dello stato legittimo
  • ❌ Elaborati grafici incoerenti
  • ❌ Mancato aggiornamento catastale
  • ❌ Mancata comunicazione di fine lavori

Assistenza per CILA, SCIA, SCIA in alternativa a PdC e Permesso di Costruire a Roma

Il nostro studio tecnico opera a Roma e provincia e si occupa della redazione della corretta pratica edilizia e assistenza fino a fine lavori.

📞 Contattaci per una consulenza preliminare.

FAQ – Pratiche edilizie a Roma (CILA, SCIA, SCIA alternativa, Permesso di Costruire)

1) Qual è la prima cosa da fare prima di presentare qualsiasi pratica edilizia?

Verificare lo “stato legittimo” dell’immobile: titoli originari e successivi, corrispondenza tra stato di fatto, progetti depositati e (quando rilevante) catasto, ai sensi dell’art. 9-bis DPR 380/2001. Senza stato legittimo, la pratica può risultare inefficace/illegittima.

2) La pratica edilizia può “sanare” abusi preesistenti?

No. CILA/SCIA/SCIA alternativa/PdC non sanano abusi già realizzati. Se emergono difformità pregresse, va valutata una procedura di regolarizzazione (es. accertamento di conformità).

3) Come capisco se il mio intervento è “edilizia libera”?

In generale: manutenzioni e sostituzioni che non incidono su strutture/volumi/prospetti e non richiedono titolo. Per l’elenco “ufficiale” si usa il Glossario edilizia libera (D.Lgs. 222/2016)

4) CILA: quando serve davvero?

La CILA (art. 6-bis DPR 380/2001) serve di regola per manutenzione straordinaria “non strutturale” e opere interne senza impatto su strutture, sagoma, prospetti e volumetria (es. tramezzi non portanti, bagni/cucine, distribuzioni interne).

5) Con la CILA posso iniziare subito i lavori?

Sì: i lavori possono iniziare subito dopo il deposito (salvo vincoli/atti di assenso o prescrizioni specifiche).

6) Ho demolito un tramezzo e non ho presentato CILA: cosa rischio?

La mancata presentazione comporta una sanzione pecuniaria di 1.000 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è presentata spontaneamente a lavori in corso (art. 6-bis, comma 5 DPR 380/2001).

7) SCIA: quando è obbligatoria?

La SCIA edilizia (art. 22 DPR 380/2001) è tipica per interventi “medi” che non sono né edilizia libera né CILA e non richiedono PdC: ad esempio opere con interessamento strutturale (aperture su portanti, solai, scale, consolidamenti) e alcune ristrutturazioni/varianti.

8) Con la SCIA posso iniziare subito?

In linea generale sì: inizio lavori immediato dopo presentazione. Attenzione però ai casi di SCIA condizionata: se servono atti di assenso (paesaggistico, beni culturali, antincendio, ecc.) l’avvio può essere subordinato al loro rilascio.

9) Che differenza c’è tra SCIA “unica” e SCIA “condizionata”?

• SCIA unica: presenti un unico procedimento che ingloba più segnalazioni/comunicazioni.
* SCIA condizionata: l’efficacia è legata al rilascio preventivo di uno o più atti di assenso necessari.

10) SCIA alternativa al Permesso di Costruire: quando si usa?

È la “super SCIA” dell’art. 23 DPR 380/2001: consente alcuni interventi normalmente soggetti a PdC (ad es. ristrutturazioni “pesanti” ex art. 10, o nuova costruzione disciplinata da piani attuativi con prescrizioni puntuali).

11) Con la SCIA alternativa posso iniziare subito?

No: si può iniziare decorsi 30 giorni dalla presentazione, salvo casi particolari e salvo vincoli/atti di assenso (in quel caso i 30 giorni decorrono dall’atto).

12) A Roma la SCIA alternativa si presenta su SUET?

Sì: a Roma risulta attiva su SUET dal 27 ottobre 2025.

13) Permesso di costruire: quando serve?

Serve per gli interventi dell’art. 10 DPR 380/2001, in particolare:

  • nuova costruzione;
  • ristrutturazione urbanistica;
  • ristrutturazione edilizia “rilevante” (la stessa area in cui spesso si colloca anche la SCIA alternativa, quando ammessa).
14) Quali sono i tempi del Permesso di Costruire?

Dipendono dall’istruttoria e dalla completezza della domanda, e possono allungarsi per pareri/integrazioni e vincoli. In pratica conta molto:

  • complessità progettuale;
  • necessità di pareri (Sovrintendenze, paesaggistica, ecc.);
  • qualità e completezza degli elaborati.
15) I “costi Comune” sono gli stessi per tutte le pratiche?

No. Ci sono:

  • diritti di segreteria/istruttoria (variabili per tipologia e superficie);
  • eventuale contributo di costruzione (oneri urbanizzazione + costo di costruzione, quando dovuto: tipico per SCIA onerose, SCIA alternativa e PdC);
  • eventuali costi per atti di assenso e occupazioni suolo, ecc.
16) Gli oneri (contributo di costruzione) quando si pagano?

Quando l’intervento è “oneroso” (es. aumento carico urbanistico, alcuni cambi d’uso, nuova costruzione, ristrutturazioni rilevanti). Per SCIA alternativa l’art. 23 richiama il contributo di costruzione ai sensi dell’art. 16.

17) Posso rateizzare gli oneri?

In molti casi sì, prima dell’inizio lavori, seguendo le procedure comunali (a Roma spesso la gestione è integrata con pagamenti e istruzioni SUET).

18) Come si presentano le pratiche a Roma?

Solo telematicamente tramite SUET, con accesso SPID/CIE e caricamento della documentazione firmata digitalmente; i pagamenti avvengono tramite PagoPA (in particolare per la SCIA alternativa: generazione e pagamento dentro la piattaforma).

19) Se il Comune mi chiede integrazioni, cosa succede ai tempi?

Le integrazioni possono:

  • sospendere i tempi (specie per PdC),
  • ritardare l’efficacia (di fatto) quando mancano allegati essenziali o atti di assenso.
20) A fine lavori cosa devo fare sempre?

Di regola:

  • comunicazione di fine lavori;
  • aggiornamento catastale (DOCFA) se cambiano distribuzioni, consistenza, subalterni o planimetrie;
  • verifica se serve segnalazione certificata di agibilità (in base all’intervento).
21) Se non aggiorno il catasto cosa rischio?

Rischi problemi su vendite, mutui, perizie; inefficacia della comunicazione di fine lavori, sanzioni da parte del Catasto.

22) Posso iniziare i lavori e “presentare dopo” la pratica?

No. La regola pratica: prima il titolo, poi il cantiere (CILA/SCIA prima dell’avvio, SCIA alternativa con rispetto dei 30 giorni).

23) Quali sono gli errori più frequenti che fanno perdere tempo a Roma?
  • titolo edilizio sbagliato (CILA vs SCIA vs SCIA alternativa vs PdC);
  • mancata verifica stato legittimo;
  • elaborati grafici incoerenti (ante/post operam);
  • omissione di vincoli e atti di assenso;
  • mancata fine lavori / DOCFA.
24) Queste pratiche servono anche per i bonus edilizi?

Sì: la corretta individuazione del titolo, la coerenza tra progetto–pratica–catasto e la tracciabilità dei pagamenti sono spesso determinanti per evitare contestazioni in caso di controlli.

Pratiche catastali – i principali tipi di adempimenti del catasto di Roma

Il catasto: cos’è?

Il catasto ora denominato Agenzia del Territorio nasce nel 1939 con lo scopo di applicare un sistema tributario alle proprietà urbane. Nel corso degli anni si è ampliato a livello conoscitivo e informativo arrivando ad avere un sistema cartografico webgis che copre tutto il territorio nazionale.

Il catasto è una grandissima banca dati che contiene diverse informazioni sul vostro immobile: titolarità, valore, tipologia e tanto altro. Quando c’è la necessità di variare o correggere questi dati?

Esistono numerosi tipi di operazioni che possono rendersi necessari in catasto che si tratti della ristrutturazione di un appartamento a Trastevere o della divisione ereditaria di un villino all’Olgiata, ecco tutto quello che devi sapere sulle pratiche catastali gestite dal nostro studio tecnico.

1. Il Sistema DOCFA: quando serve, tempi e costi

Il DOCFA (Documento Catasto Fabbricati) è la procedura telematica con cui i tecnici abilitati comunicano all’Agenzia delle Entrate le nuove costruzioni o le variazioni intervenute su un immobile esistente. Il documento è necessario qualora le mutazioni implichino variazioni di categoria, della classe e della consistenza.

Quando è obbligatorio presentare un DOCFA?

A Roma, la maggior parte delle richieste giunge a seguito di interventi edilizi. È obbligatorio nei seguenti casi:

  • Ampliamento: Quando viene realizzato un ampliamento, ne deriva l’aumento del numero dei vani e di conseguenza della rendita catastale.
  • Variazione Planimetrica: Quando sposti tramezzi, crei un open space o ricavi un secondo bagno.
  • Frazionamento o Fusione: Se decidi di dividere un grande appartamento in due unità (frazionamento) o unire due proprietà adiacenti (fusione).
  • Cambio di Destinazione d’Uso: Quando un locale soffitta diventa abitabile o un ufficio viene trasformato in abitazione.
  • Ultimazione di Fabbricato Urbano: Per censire per la prima volta un edificio appena costruito.
  • Planimetria mancante: si rende necessario associare la scheda planimetrica che raffiguri lo stato dei luoghi dell’immobile.

L’aspetto fiscale: Il DOCFA serve anche a rideterminare la Rendita Catastale. Il nostro compito è calcolare i “consistenze” (vani, metri quadri) e proporre la rendita corretta. Un errore in questa fase può costarti migliaia di euro in più in IMU o, peggio, un accertamento per rendita incongrua.

Il docfa deve essere presentato obbligatoriamente entro 30 giorni dalla fine lavori pena l’applicazione di sanzioni amministrative da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I tempi di registrazione sono di pochi giorni, in alcuni casi la Registrazione è automatica appena il professionista invia il docfa tramite il Sister. I costi da sostenere presso l’Ufficio del Territorio della Provincia di Roma è pari ad Euro 70.00.

Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento i seguenti immobili:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
  • serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • manufatti isolati privi di copertura;
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi;
  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  • fabbricati in corso di costruzione-definizione;
  • fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti);
  • beni costituenti infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione.

2. Allineamento tra Catasto e Comune: Il “Triangolo della Conformità”

Questo concetto riguarda la conformità urbanistica dell’immobile, aspetto trascurato in passato ed oggetto di fraintendimenti. Esiste un malinteso comune infatti: “Se la planimetria catastale è uguale a casa mia, allora sono in regola”. Falso.

Perché un immobile sia regolare e compravendibile senza eccezioni, ovvero conferme urbanisticamente e catastalmente, devono coincidere tre elementi:

  • Stato di Fatto: Com’è la casa oggi.
  • Planimetria Catastale: Il disegno depositato all’Agenzia delle Entrate (Catasto).
  • Titolo Abilitativo (Comune): I progetti depositati al Comune di Roma (CILA, SCIA, Licenze edilizie storiche).

Dunque non è sufficiente aggiornare la planimetrica catastale e depositare solo il Docfa.

Se il Catasto è aggiornato ma non esiste una pratica edilizia in Comune, siamo in presenza di un abuso edilizio, più o meno grave a seconda della tipologia. Il nostro studio si occupa di verificare questa tripla corrispondenza prima di ogni rogito. Per approfondire leggi anche difformità urbanistiche.

3. Volture e Successioni: Chi è il vero proprietario?

La Voltura Catastale è l’atto che comunica all’amministrazione finanziaria che il diritto di proprietà è passato da un soggetto a un altro.

  • Dopo un Rogito: Di norma se ne occupa il notaio, ma è sempre bene verificare dopo qualche mese che l’aggiornamento sia andato a buon fine.
  • Dopo una Successione: Se hai ereditato un immobile a Roma, a seguito della presentazione della Dichiarazione di Successione all’Agenzia delle Entrate viene aggiornato anche l’intestazione catastale tramite voltura automatica. Anche qui è bene controllare che l’aggiornamento sia andato a buon fine.

4. Istanze di Rettifica: Correggere gli Errori del Passato

Il database catastale di Roma contiene milioni di dati, passaggi di proprietà di vario titolo, volture, etc, alcune volte sono presenti degli errori che possono riguardare vari aspetti:

  • Errori di Intestazione: Cognomi storpiati, codici fiscali errati o quote di proprietà sbagliate.
  • Errori sui Dati Identificativi: Errori nel numero di foglio, particella o subalterno.
  • Errore sui dati dell’immobile: l’errore può riguardare indirizzo, ubicazione (n° civico, piano, interno, ecc.) o evidenti inesattezze nella descrizione dell’immobile quale numero vani e consistenza.
  • Errori di abbinamento della planimetria: capita non di rado che prelevando la planimetria del proprio immobile, il disegno non coincida affatto con la realità perché è stata associata la planimetria di un altro immobile e viveceversa.
  • Errori di Superficie: Molte visure riportano ancora solo il numero dei vani e non i metri quadri, o riportano dati palesemente errati.
  • Assegnazione identificativo definitivo o correzione di identificativo: rettifica duplicati di particella, passaggio di particella da catasto terreni a ente urbano, etc
  • Informatizzazione planimetria: può capitare che una planimetria non sia stata acquisita durante la digitalizzazione degli archivi, non appare dunque nella banca dati online e non è possibile estrarla tramite la piattaforma Sister.
  • Segnalazione di incoerenza per fabbricato non dichiarato. Tale correzione riguarda errori compiuti dal catasto nell’identificazione dei fabbricati o ampliamenti o demolizioni non aggiornata in banca dati.
  • Segnalazione di incoerenza per fabbricato rurale. Non tutti i fabbricati rurali devo essere dichiari in catasto, l’agenzia del territorio tramite fotografie satellitare e sovrapposizioni gis ha stilato l’elenco dei fabbricati rurali non dichiarati. Ma esistono casi in cui i titolari non sono tenuti ad alcun adempimento.

Attraverso le Istanze di Rettifica, il nostro studio interviene presso gli uffici del Catasto di Roma per correggere questi dati.

5. Accatastamenti e Planimetrie d’Impianto

Il Primo Accatastamento

Quando si realizza una nuova costruzione, l’accatastamento è la fase finale. Prevede il rilievo con strumentazione GPS e stazione totale per l’inserimento in mappa al Catasto Terreni e l’iscrizione dell’immobile al Catasto Fabbricati.

La Planimetria di Impianto

La Planimetria di primo Impianto, ovvero il primo disegno mai depositato al catasto, riveste un ruolo molto importante per la ricostruzione dello stato legittimo a sensi dell’art. 9-bis del DPR 380/01. “Per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza, e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Le disposizioni di cui al quarto periodo si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non siano disponibili la copia o gli estremi.”

E’ chiaro quindi come l’estrazione della planimetria catastale di primo impianto, congiuntamente ai modelli di accertamento e classamento, possano essere documenti cruciali ai fini della dimostrazione dello stato legittimo degli immobili. In tal senso le planimetrie del 1939 diventano documenti probatori circa la legittimità dei fabbricati.

Tali documenti sono reperibili tramite istanza di accesso agli atti in Catasto o qualora la planimetria d’impianto fosse l’ultima depositata tramite visura con Sister.

6. Visure, Mappe e Ispezioni Ipotecarie: Conoscere per Valutare

Il nostro studio fornisce:

  • Visure Storiche: Per vedere i passaggi di proprietà e le modifiche intercorse nell’immobile negli anni.
  • Estratti di Mappa: Per individuare l’esatta posizione del fabbricato e dei confini.
  • Ispezioni Ipotecarie (Conservatoria): Per verificare che sull’immobile non gravino ipoteche, pignoramenti o decreti ingiuntivi. Nota: Il Catasto non prova la proprietà (non è probatorio), la Conservatoria sì.

Per richiedere la visura storica, la planimetria o l’ispezione ipotecaria contattaci tramite mail o tramite whatsapp.

Hai un dubbio sulla tua planimetria?

A volte basta una piccola discrepanza per creare grandi problemi. Non aspettare il giorno del rogito per scoprire che la tua casa “non esiste” correttamente per lo Stato.

Richiedi oggi stesso un Check-up Catastale completo. Effettueremo visure, reperiremo la planimetria e ti diremo se il tuo immobile è pronto per essere venduto o se necessita di un intervento di regolarizzazione.

FAQ – Pratiche Catastali a Roma (Guida SEO)

Quanto costa un DOCFA a Roma?

Il costo di un DOCFA a Roma dipende dal tipo di pratica (variazione, frazionamento, nuova costruzione) e dalla complessità del rilievo. Generalmente comprende:

  • parcella del tecnico per rilievo e redazione pratica, l’importo generalmente oscilla tra i 350 Euro e i 750 Euro in quanto dipende dalla tipologia di intervento e dalla grandezza dell’immobile;
  • tributi catastali dovuti all’Agenzia delle Entrate pari ad Euro 70.00;
Entro quanto tempo va presentato il DOCFA dopo i lavori?

Il DOCFA deve essere presentato entro 30 giorni dalla fine lavori. Il mancato aggiornamento può comportare sanzioni amministrative e incongruenze fiscali (rendita errata, IMU non corretta).

Quando è obbligatorio aggiornare la planimetria catastale?

È obbligatorio quando vengono eseguiti lavori che modificano:

  • distribuzione interna (spostamento tramezzi rilevante);
  • numero dei vani o superficie;
  • frazionamento o fusione;
  • cambio di destinazione d’uso;
  • ampliamenti;
  • nuova costruzione.

Se la planimetria non rappresenta lo stato reale dell’immobile, non è conforme.

Posso vendere casa se la planimetria catastale è diversa dallo stato di fatto?

No. Per vendere un immobile a Roma è necessario che:

  1. La planimetria catastale sia conforme allo stato di fatto;
  2. L’immobile sia conforme urbanisticamente (titolo edilizio in Comune);
  3. Le intestazioni catastali siano corrette.

In caso contrario, il notaio può sospendere o rinviare il rogito e la Banca può non accordare il mutuo.

Il Catasto prova la proprietà dell’immobile?

No. Il Catasto ha valore fiscale, non probatorio. La proprietà si verifica tramite Conservatoria dei Registri Immobiliari (ispezione ipotecaria).

Come recuperare una planimetria catastale a Roma?

La planimetria può essere richiesta:

  • tramite portale Sister (se si è abilitati o si è proprietari);
  • tramite tecnico incaricato con delega del proprietaio.

Se la planimetria non è digitalizzata, può essere necessario un accesso agli atti catastale. Ci sono casi in cui la planimetria catastale non è mai stata presentata.

Cos’è la planimetria di primo impianto e perché è importante?

La planimetria di primo impianto è il primo disegno depositato in Catasto (spesso risalente agli anni ’39-’41). È fondamentale per dimostrare lo stato legittimo degli immobili ante legge urbanistica del 1942. Per il Comune di Roma la situazione del ’39 è un po’ diversa ma in ogni caso la planimetria di primo impianto è un documento fondamentale.

Cosa succede se il Catasto è aggiornato ma non esiste pratica edilizia in Comune?

In questo caso l’immobile può essere catastalmente regolare ma urbanisticamente abusivo. Il DOCFA non sostituisce la pratica edilizia (CILA, SCIA, Permesso di Costruire).

Come fare una voltura catastale dopo una successione a Roma?

Dopo la dichiarazione di successione, l’intestazione catastale viene generalmente aggiornata automaticamente. È comunque consigliabile verificare con una visura catastale aggiornata che la voltura sia andata a buon fine.

Quanto tempo ci vuole per aggiornare il Catasto a Roma?

Dipende dal tipo di pratica:

  • docfa → tempi tecnici brevi dopo il deposito – da aggiornamento automatico a pochi giorni;
  • rettifiche → i tempi di istruttoria dell’Ufficio sono di massimo 30 giorni, a volte tali tempi non sono rispettatati;
  • accesso agli atti → i tempi di ievasioni dell’Ufficio sono di massimo 30 giorni, a volte tali tempi non sono rispettatati;
Come correggere errori catastali su nome, foglio o subalterno?

Si presenta un’istanza di rettifica catastale per correggere:

  • errori di intestazione (nome, codice fiscale, quote);
  • errori su foglio, particella o subalterno;
  • errori di indirizzo o piano;
  • planimetria abbinata all’unità sbagliata.
Che differenza c’è tra visura catastale e visura ipotecaria?
  • Visura catastale → dati fiscali e tecnici dell’immobile.
  • Visura ipotecaria (Conservatoria) → gravami, ipoteche, pignoramenti – trascrizioni

Per una compravendita sicura servono entrambe.

Cosa fare prima di mettere in vendita casa a Roma?

È consigliabile effettuare un Check-up Catastale e Urbanistico che comprenda:

  • visura storica;
  • planimetria catastale;
  • verifica stato legittimo;
  • verifica intestazione;
  • controllo conformità Comune–Catasto;
  • eventuale ispezione ipotecaria.
Posso scaricare la visura catastale e la planimetria autonomamente senza rivolgermi a un tecnico o ad un’Agenzia di servizi?

SI, il proprietario dell’immobile può scaricare autonomamente la visura catastale e la planimetria del proprio immobile accedendo con SPID nel sito dell’Agenzia delle Entrate (non tramite accesso Sister).

Articolo a cura dello Studio Tecnico Roma Sud – Esperti in Pratiche Catastali e Urbanistica a Roma.

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