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SCIA IN SANATORIA

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La scia in sanatoria è la pratica da presentare in comune per ottenere l'autorizzazione edilizia per opere di manutenzione straordinaria per cui non si è fatta comunicazione inizio lavori e la conformità urbanistica del proprio immobile.


Quando può essere presentata

La Scia in sanatoria può essere presentata per gli stessi tipi di interventi edilizi (trattasi sempre di opere di manutenzione strardinaria, ecc.) per cui era prevista la presentazione della Dia ordinaria, non è consentito presentare scia in sanatoria per opere soggette a permesso di costruire o a Dia alternativa al permesso di costruire,come meglio specificato nella nota dell'Ufficio legislativo del Ministero per la semplificazione normativa in data 16/9/2010.

 

Ci può presentare la segnalazione

La Scia in sanatoria può essere presentata dai titolari di un diritto reale sull'immobile su cui verrà eseguito l'intervento (ad es. proprietari, usufruttuari, ecc.), ovvero dai titolari di un diritto personale compatibile con l'intervento da realizzare (es. conduttore con l'assenso del locatore).


Documentazione da presentare

  • Modulo in duplice copia,
  • elaborati progettuali,
  • dichiarazione dei dati dell'impresa/e esecutrice/i dei lavori, copia della notifica preliminare, se dovuta, e una dichiarazione di aver verificato la documentazione prevista dalle lett. a) e b) dell'art. 90 del D. Lgs 9/4/2008 n. 81;
  • autocertificazioni, redatte con le modalità previste dagli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, che attestano la presenza dei requisiti di legge necessari per la realizzazione dell'intervento edilizio;
  • Fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità del soggetto denunciante;
  • Fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità del Progettista;
 fare quando il proprio immobile è difforme dalla pianta depositata in catasto?

In quali casi richiedere la scia in sanotoria?

 

  • Manutenzione straordinaria (come definita dall’art. 3 comma 1 lett. b del DPR 380/2001 e dall’art. 76 punto 1 lett. d della L. R.61/85 come modificata dalla L.R. 34/2012 ) che non rientra nell’attività edilizia libera di cui all’art. 6 comma 2 lett. a) del DPR 380/2001; opere su strutture portanti ovvero tipi di opere per cui non è possibile richiedere cila in sanatoria;
  • Restauro e risanamento conservativo ( come definito dall’art. 3 comma 1 lettera c del DPR 380/2001);
  • Ristrutturazione edilizia c.d. “leggera” di immobile vincolato ai sensi del D.Lgs 42/2004 che non rientra nei casi previsti dall’ art.10 comma 1 lett. c) del DPR 380/2001. Tale intervento non determina aumento di unità immobiliari, modifiche di volume, della sagoma, dei prospetti e delle superfici. Può essere eseguito anche mediante demolizione e fedele ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma dell’edificio preesistente (art. 3 comma 1 lett. d del DPR 380/2001) ovvero prevedere il ripristino di edifici o di parti di essi eventualmente crollati o demoliti a condizione che sia possibile accertare la preesistente consistenza;
  • Ristrutturazione edilizia c.d. “leggera” in ZTO A, che non rientra nei casi previsti dall’art. 10 comma 1 lett. c) del DPR 380/2001. Tale intervento non determina aumento di unità immobiliari, cambio d’uso, modifiche di volume, della sagoma, dei prospetti e delle superfici. Può essere eseguito anche mediante demolizione e fedele ricostruzione con la stessa volumetria dell’edificio preesistente, (art. 3 comma 1 lett. d del DPR 380/2001), ovvero prevedere il ripristino di edifici o di parti di essi eventualmente crollati o demoliti a condizione che sia possibile accertare la preesistente consistenza;
  • Ristrutturazione edilizia c.d. “leggera”, che non rientra nei casi previsti dall’ art. 10 comma 1 lett. c) del DPR 380/2001. Tale intervento non determina aumento di unità immobiliari, modifiche di volume, dei prospetti e delle superfici. Può essere eseguito anche mediante demolizione e fedele ricostruzione con la stessa volumetria dell’edificio preesistente (art. 3 comma 1 lett. d del DPR380/2001) ovvero prevedere il ripristino di edifici o di parti di essi eventualmente crollati o demoliti a condizione che sia possibile accertare la preesistente consistenza;
  • Recinzioni, muri di cinta, cancellate;
Fine Lavori
Al termine dei lavori il richiedente dell’istanza deve comunicare al Comune la data di ultimazione degli stessi ed allegare un certificato di collaudo finale, sottoscritto dal Direttore dei lavori, che attesti la conformità dell'opera al progetto presentato, nonché la ricevuta dell'avvenuta richiesta di variazione catastale o la dichiarazione che non sono intervenute modifiche di classamento.

 

La scia in sanatoria si rende necessaria quando gli interventi effettuati non hanno apportato modifiche alla volumetria e sagoma dell'immobile.

 

I costi da affrontare in comune

Per depositare il progetti il costo della cila in sanatoria prevede il pagamento dei diritti di segreteria pari a Euro 251.24 e una sanzione pari a Euro 1000.00.

 

I costi della pratica - Studio tecnico Roma sud

Lo studio tecnico Roma sud si occupa della redazione della pratica completa: sopralluogo, rilievi, domanda, elaborati grafici, consegna al municipio di appartenenza e variazione in catasto. Dipendentemente dalla reperibilità dei documenti e dal tipo di intervento il costo parte da 790 euro. Le tempistiche variano in relazione alla reperibilità della documentazione da una a due settimane.